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Killing Rock Revolution di Alessandro Bruni

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E se l’incidente in moto di Bob Dylan non fosse stato un incidente? E se dietro la morte di Jimi Hendrix ci fosse dell’altro? E che dire di Jim Morrison? Se fosse tutto un piano della CIA e dei servizi segreti inglesi per eliminare alcuni dei musicisti più scomodi della rock revolution, quelli che avevano da dire qualcosa e volevano dirla a tutti i costi?
In tutto questo si troverà, suo malgrado, coinvolto Steve McBrown, uno spiantato e decaduto fotografo anglo-scozzese, uscito dalla prigione di Brixton nell’ottobre del 1969, dopo aver scontato una pena di tre anni a causa di una stupida rissa in un pub durante la finale dei campionati mondiali di calcio tra Inghilterra e Germania.

Tre anni non sono pochi, il mondo cambia in fretta, i costumi, la musica. E’ un momento storico in cui tutto va veloce. Inoltre la moglie, ormai ex, non ne vuole più sapere di lui, e la figlia, che al momento dell’arresto aveva solo due anni, è cresciuta e quasi certamente non ricorda più nulla di questo padre che ha visto così poco.

Steve si ritrova libero, ma senza un soldo in tasca, senza una professione, una casa, una famiglia, un qualunque genere di appoggio, a dover ricominciare da zero, a partire dai vestiti da indossare, perché quelli che gli hanno restituito insieme alla sua libertà sono estivi, ma ad ottobre a Londra può fare già freddo, fino ad arrivare a trovare il modo per procurarsi qualcosa da mangiare e un tetto sotto cui dormire.

Si arrangia come può, racimola qualche lavoretto che gli consente di sbarcare a stento il lunario e pian piano riesce a guadagnare anche una certa tranquillità, trovando posto come commesso in un negozio di articoli etnici e dividendo l’appartamento con una vecchia conoscenza, Olivia, già in passato invaghita di lui, con la quale decide di accendere una fiamma inesistente, più per necessità che per virtù. Grazie a lei, che per il suo compleanno si presenta con una Konica Autoreflex, lasciandolo a bocca aperta, ricomincia anche a fare qualche fotografia, tornando, nel tempo libero, alla sua vecchia passione.

Finché un giorno, in negozio, fa la sua comparsa PJ, un pittoresco ed enigmatico personaggio, stile Cappellaio Matto, “una specie di giornalista, diciamo critico musicale” che lo coinvolge in una inaspettata collaborazione professionale come suo fotografo ufficiale in giro per i tour delle più importanti e famose rock star del momento. Ma non è tutto come sembra.

Qualcosa si sta muovendo nell’oscurità dei servizi segreti. Qualcuno vuole mettere un freno a questi musicisti troppo impegnati politicamente, e Steve, sull’Isola di White al seguito di uno dei più importanti festival musicali della storia, si ritroverà implicato, senza possibilità di scelta o via di fuga, nella scrittura di alcuni destini. Ed è solo l’inizio. Questo viaggio, intrapreso in maniera forzata, lo porterà fino a Parigi, dove sarà protagonista di un rocambolesco inseguimento di un obiettivo ben preciso, pena la vita della figlia.

Una spy story perfettamente incastrata ad una base realistica, durante la quale mi sono divertita, è riaffiorata la voglia di ascoltare musica messa un po’ nel cassetto, e, malgrado tutto, mi ha fatto fare il tifo, in più di una occasione, per questo personaggio che non è proprio un esempio di moralità, ma è talmente scalcinato e disgraziato che si finisce per volergli bene.

Alessandro Bruni riesce con questo romanzo, nel quale potrete trovare anche alcune fantastiche illustrazioni ad opera di Arianna Marconato, a farci fare un viaggio di ritorno ad un momento imprescindibile della storia della musica, lungo le strade di due delle città più importanti e affascinati al mondo, bilanciando in maniera precisa la voglia di nostalgia con una storia coinvolgente e in continuo movimento.

Venerdì scorso, durante la presentazione, moderata in maniera come sempre impeccabile da Eva Massari, nella Scatola Lilla di Cristina Di Canio, gli ho chiesto quale fosse, rispetto a quel rock, di quel momento storico, l’album per lui Numero Uno, il TOP: me ne ha elencati diversi, ma il primo in assoluto è THE DOORS, e io sono d’accordo. Gli ho anche chiesto se stesse pensando a sviluppi futuri, viaggi in altri luoghi e tempi della musica di cui mi piacerebbe tanto leggere, e… NO SPOILER, ma… vedrete! STAY ROCK!

KILLING ROCK REVOLUTION – ALESSANDRO BRUNI

PERSIANI EDITORE
PREZZO DI COPERTINA: € 16,90

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