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Il predatore di Marco Niro

Il predatore di Marco NiroC’è stato un tempo in cui gli orsi erano numerosi sulle nostre montagne, un tempo in cui le leggi di natura garantivano un certo equilibrio tra l’uomo e la bestia.

Poi c’è stato il grande abbattimento, le popolazioni rurali non potevano permettersi di perdere il bestiame e rischiare la fame.

In seguito, agli inizi del 1900, la persecuzione da parte dell’uomo è stata gradualmente arrestata ed è iniziato un progetto di ripopolamento della specie.

Adesso, però, l’uomo, come sempre, ha stabilito che le sue, di leggi, sono più importanti di quelle della natura e la vita dei circa 200 orsi presenti in Italia, sparsi tra Trentino e Appennino centrale, è appesa alle decisioni di tribunali che sono chiamati a fare giustizia, un concetto già così difficile da applicare tra uomo e uomo, figuriamoci tra uomo e animale.

Il predatore.

Il borgo di Cimalta, poche case e poche migliaia di abitanti che hanno sempre condotto una vita tranquilla e serena, la tipica vita quieta e ordinata dei piccoli paesi, è sovrastato dal monte Ertissimo, quasi sacro agli occhi della gente giù a valle e, da sempre, mèta di interessanti ed emozionanti escursioni.

Una notte, sul monte Ertissimo, accade un terribile fatto di sangue, una tragedia immane che cambia per sempre la vita di Cimalta: un orso, già da tutti temuto, è il protagonista di un’aggressione mortale senza precedenti.

Il dolore, la paura, la rabbia degli abitanti del borgo si trasformano rapidamente in una furiosa caccia al mostro.

E mentre la furia imperversa, guidata da un incontrollabile desiderio di vendetta, si intrecciano le personali storie di quattro uomini le cui vite sono state decisamente segnate dalla tragedia: il sindaco, Matteo Adami, la persona più potente del paese, disposto a tutto pur di ottenere il tanto agognato trono della regione; Paolo Mantovani, stimato cardiochirurgo, concentrato su una carriera che dovrebbe portarlo a conquistare il posto di primario; il commissario Andrisani, il cui sogno è quello di diventare questore; Don Ruggero, il parroco del paese, alle prese con una crisi esistenziale tale da essere arrivato a non credere più in Dio.

E quando la caccia al mostro arriva al suo culmine, i protagonisti, il paese tutto e noi lettori ci troviamo a riflettere e a capire, forse ormai troppo tardi, quanto sia pericoloso, e inesorabilmente destinato alla perdita, il gioco del predatore, sia esso uomo o bestia. Un gioco dove, inevitabilmente e in qualunque momento, ogni carnefice può diventare esso stesso vittima.

Con un noir avvincente, che si legge d’un fiato, Marco Niro, già all’attivo come membro del collettivo di scrittura Tersite Rossi, che ho amato sia grazie al romanzo Gleba che alla raccolta di racconti Chroma, segna alla grande il suo esordio da solista e lo fa facendo emergere un nuovo stile, un’impronta personale che ho molto apprezzato.

La scelta del romanzo di genere, il noir, per raccontarci una storia, scritta in tempi non sospetti, ma, ahimè, purtroppo profetica e tristemente attuale, è una scelta consapevole, che bene si inserisce e funziona nella volontà della narrativa di inchiesta, perché ci restituisce qualcosa che ci permette di focalizzarci su una realtà sbagliata che siamo ormai più o meno abituati ad accettare, il rapporto distorto, e pericoloso, che si è venuto a creare tra l’uomo e la bestia, in questo caso l’orso, intesa non come mostro, ma come parte integrante del più ampio sistema naturale che siamo sempre disposti a proteggere negli intenti, ma poco nei fatti.

In libreria da oggi, 24 Gennaio 2024, ve lo consiglio di cuore, vi coinvolgerà, vi piacerà, ci penserete a lungo. L’incipit, C’era una volta, vi aggancerà fino all’ultimo punto, come sempre accade dalla notte dei tempi.

IL PREDATORE – MARCO NIRO

BOTTEGA ERRANTE

PREZZO DI COPERTINA: € 19,00

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