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Il canto dell’usignolo di Lian Hearn

Il canto dell'usignolo di Lian Hearn

Era da tempo che avevo voglia di una bella saga in cui immergermi e per cui contare il tempo che passa da un capitolo a quello successivo, in attesa di scoprire cosa succederà la prossima volta.

Ed ecco che arriva non solo una saga, ma una saga ambientata in Giappone, la meta dei miei sogni, e in un tempo tanto seducente, per l’aura di mistero che l’ha sempre avvolto, quanto oscuro e terribile: il medioevo.

È vero, è un Giappone immaginario, le dinastie di cui si narra, i luoghi in cui veniamo trasportati sono frutto della fantasia, ma l’atmosfera, le tradizioni, i costumi, la cultura, le tecniche artistiche descritte appartengono realmente a questo affascinante paese che spero di poter visitare al più presto.

Questo primo libro della Saga degli Otori ci racconta le vicende del giovane Takeo, nato e cresciuto Tomasu in una comunità pacifica che condanna la violenza, ma che verrà annientata dal perfido Iida Sadamu, signore del clan dei Tohan, una dinastia spietata e assetata di potere e di sangue.

Il giorno del massacro, Tomasu è l’unico a riuscire a salvarsi e a mettere in difficoltà Iida stesso, che comincerà, così, a dargli la caccia per porre fine all’onta subita.

Fuggendo, Tomasu viene salvato dal nobile Shigeru, erede legittimo del clan degli Otori, che lo porta con sé ad Hagi e avvia immediatamente le pratiche per l’adozione.

Somiglia tanto a quel fratello perduto per mano del  maledetto Iida, e Otori Shigeru, in cuor suo, sa che la sua vita non avrà pace finché non ne avrà vendicato la morte.

Da questo momento, Tomasu, che, per lo shock di aver perso la famiglia e di aver assistito ad un massacro senza pari, ha smesso di parlare, non sarà più Tomasu, ma Takeo, così decide di chiamarlo il nobile Shigeru, e, nel silenzio dei suoi pensieri, capisce di possedere alcune doti davvero speciali, tra le quali spicca quella di un udito sopraffino, sensibile, in grado di sentire qualunque rumore, discorso o soffio di vento anche a notevoli distanze.

L’addestramento a cui il suo salvatore lo sottopone rivela altre abilità, poteri prodigiosi che vengono da molto lontano, dall’origine delle sue radici.

Takeo, che lega la sua salvezza alla vita del nobile Shigeru e si dichiara pronto a saldare il suo debito a qualunque costo, si integra pian piano nel clan degli Otori e sviluppa una fede cieca nel suo signore.

La sua devozione lo vedrà al centro di intrighi e lotte sanguinarie.

Takeo conoscerà l’amore e il desiderio di vendetta, capirà cosa significhi appartenere a qualcuno e scoprirà quali sono le sue radici, l’origine delle sue doti.

Il tormentato cammino al fianco del suo nobile Shigeru lo porterà fin dentro le mura della fortezza del perfido Iida, un castello incantevole, costruito ad arte e arricchito da un pavimento in legno che, calpestandolo, riproduce il canto dell’usignolo, abile stratagemma utile al signore dei Tohan per smascherare eventuali agguati notturni.

E il giovane Takeo si ritroverà a camminare sul pavimento dell’usignolo.

Il canto dell’usignolo, di Lian Hearn, è il primo libro della Saga degli Otori, una saga che ha tutti gli elementi per promettere di essere avvincente e affascinante.

Io l’ho trovata davvero ricca e coinvolgente, ma, soprattutto, ho proprio voglia di scoprire come Takeo risolverà la grande battaglia del suo cuore, quella che gli impone di dover scegliere tra l’amore, la devozione e l’appartenenza. Cosa sceglierà Takeo? Che ne sarà della sua vita? Chi è lui veramente?

N.B. I pavimenti che cantano come usignoli esistono davvero. Se ne possono vedere due esempi famosi a Kyoto, nel castello Nijo e nel tempio Chion-in.

IL CANTO DELL’USIGNOLO – LIAN HEARN

edizioni e/o

PREZZO DI COPERTINA: € 16,50

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