C come Consigli di lettura

Bianco di Bret Easton Ellis

Bianco di Bret Easton Ellis

Non mi ero accorta di quanto Bret Easton Ellis mi fosse mancato, fino a quando non ho cominciato a leggere Bianco.

Volevo calarmi nei panni degli altri e vedere il mondo coi loro occhi – specie se si trattava di outsider e mostri e freak che mi avrebbero condotto il più lontano possibile da quale potesse essere la mia comfort zone – perché sentivo di essere io quell’outsider, quel mostro, quel freak. Volevo essere scioccato. Adoravo l’ambiguità. Volevo cambiare le mie opinioni su questo e su quello, praticamente su tutto. Volevo essere sconvolto e perfino ferito dell’arte. Volevo che qualcuno mi annichilisse con la crudeltà della sua visione del mondo, si trattasse di Shakespeare o Scorsese, Joan Didion o Dennis Cooper. E tutto questo ebbe su di me un effetto profondo. Mi donò l’empatia. Mi aiutò a capire che esisteva un altro mondo oltre al mio, con i suoi punti di vista e i suoi trascorsi e le sue inclinazioni, e non ho dubbi sul fatto che tutto questo mi aiutò a diventare adulto. Mi strappò dal narcisismo dell’infanzia proiettandomi tra i misteri del mondo – l’inspiegabile, il tabù, l’altro – e mi avvicinò a una posizione di comprensione e accettazione.

Bianco è una raccolta di saggi, fastidiosa, per chi vuol farsi provocare, destabilizzante, per chi accetta di mettersi in discussione, in cui Bret Easton Ellis non fa nient’altro che chiarire piuttosto bene la sua posizione contro l’ipocrisia di un mondo che ha preso una piega decisamente strana.

Non credo nell’intenzione provocatoria fine a se stessa, non credo nella posa, non credo nel voler essere, a tutti i costi, quello cattivo e antipatico (e poi, dai, basta con questa storia del maschio bianco privilegiato!).

Credo in una schietta disamina dei tempi moderni e credo nella sua schietta volontà, mettendosi a nudo, mostrando le sue debolezze, i suoi difetti, le sue contraddizioni, di non conformarsi a questa assurda ipocrisia di una democrazia che è tale solo fino a quando pensi e dici ciò che, adesso, è politically correct pensare e dire.

Non è facile accettare le sue posizioni senza sentirsi attaccati in prima persona, ogni critica, ogni analisi di questa vita e del mondo dell’arte e della cultura, racchiude aspetti che ci riguardano direttamente e che toccano nervi scoperti.

Bianco è il libro che ho sottolineato di più, Bianco è un libro che ha richiesto del tempo per essere letto, con Bianco ho capito, a distanza di molti anni, perché io abbia amato così tanto Meno di zero, Le regole dell’attrazione, American Psycho, Glamorama e Lunar Park (Imperial Bedrooms mi manca, lo confesso), Bianco è riuscito nell’intento di mettermi in crisi e di sentirmi punta sul vivo, perché, se è vero che credo e difendo fermamente tutto quello che c’è scritto, è anche indiscutibilmente vero che, pur cercando di essere sempre coerente con me stessa e con le mie idee, non sarò mai in grado di essere completamente così, non riuscirò mai ad essere sempre sincera e autentica, fregandomene degli altri o del politically correct, maledizione, questo, sì, mi infastidisce!

Mi irrita l’ipocrisia elevata a galateo, e non tollero il moralismo a tutti i costi, ma è difficile uscire da quella comfort zone che ci siamo creati e che spesso scende a compromessi con tutto il mondo con cui abbiamo a che fare.

Bianco io ve lo consiglio proprio tanto, perché, sia che vi destabilizzi, irriti, infastidisca o vi faccia arrabbiare, alla fine ammetterete che tutto ciò che Bret Easton Ellis vi avrà fatto con questo libro lo avrà fatto maledettamente bene.

BIANCO – BRET EASTON ELLIS

EINAUDI

PREZZO DI COPERTINA: € 19,00

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